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ATTUALITÀ
FASE 2 - Ricciardi: "Il virus non è scomparso, saranno necessarie cautele particolari per la Lombardia, la quarantena di 7 giorni è inutile"
01.06.2020 14:28 di Napoli Magazine

Walter Ricciardi, medico, professore, consigliere del Ministro della Salute, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante la trasmissione sportiva Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco quanto evidenziato da "Napoli Magazine": “Zangrillo è andato un po’ oltre e si è fatto trasportare dall’enfasi. È vero che nelle terapie intensive ci sono meno persone ma il virus non è scomparso. I benefici che stiamo avendo adesso sono dovuti al distanziamento sociale che abbiamo adottato e al lockdown. Questa è una pandemia, quindi il virus c’è ancora e circola. Potremo considerare definitivamente scomparso il virus quando per 40 giorni non avremo alcun contagio, ma non è questo il caso. Sicuramente il calcio è uno sport di gruppo e non individuale. In questo momento c’è una circolazione del virus molto ridotta in tutta Italia e le misure adottate sono sufficienti per contrastare il virus. C’è ancora preoccupazione per quanto riguarda la Lombardia. Bisognerà adottare delle cautele particolari per chi andrà e chi tornerà in Lombardia. Stadi aperti? Dipenderà dalla circolazione del virus. In alcune Regioni ci sono 0 casi di positivi. In quelle Regioni, con particolare attenzione, si potrebbero riaprire i cinema, i teatri. Il calcio richiede sempre un’attenzione particolare. Quando uno va allo stadio non sta zitto e non sta fermo. Tante persone messe in uno stadio con una circolazione del virus pesante diventano delle bombe microbiologiche. Bisogna aspettare che il virus sia ridotto ai minimi termini e aprire piano piano. Il mondo del calcio lo conosco bene ed è composto da medici seri. Il protocollo è frutto di un lavoro serio. Le squadre tra di loro sono diverse. Per alcune di loro sicuramente la possibilità di andare d’accordo con queste regole c’è, per altre squadre più piccole, ci saranno delle difficoltà. Nuovi positivi? La quarantena di sette giorni non ha alcun senso. Dobbiamo mantenere la quarantena di 14 giorni per i calciatori, al pari degli altri esseri umani. Dal punto di vista epidemiologico è più facile aprire un’inchiesta per controllare le persone entrate in contatto con quel nuovo positivo per, eventualmente, isolarlo e fare maggiori controlli”.

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