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KALIDOU - Koulibaly: "Napoli a vita? Non direi di no, Osimhen mi ha chiamato, gli ho detto che venendo a Napoli sceglierà la città giusta"
11.07.2020 11:50 di Napoli Magazine

NAPOLI - Kalidou Koulibaly, difensore del Napoli, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport: "Osimhen mi ha chiamato. Abbiamo parlato del razzismo, gli ho detto che venendo a Napoli non avrà di questi problemi, sceglierà la città giusta. Anch’io ho provato l’amarezza dell’insulto razzista, ma mai a Napoli. L’ho tranquillizzato, gli ho detto che se dovesse venire farebbe la scelta migliore. Poi, il resto dovranno farlo i dirigenti. La mia famiglia sta molto bene a Napoli e questo mi rende felice. Se sono qui da sei anni è solo grazie a loro, perché se non si fossero trovati bene, già sarei andato via. I miei figli parlano l’italiano così come il francese. In casa parliamo entrambe le lingue. Qui si vive tranquilli, sento dire che andrò via, ma io qui sto bene, non capisco perché si debba parlare di mercato quando non c’è niente all’orizzonte. Ogni giorno ce n’è una nuova. Nel calcio non si sa mai cosa succede. Non ho mai parlato con la società per andare via. Se dobbiamo trovare una soluzione la troveremo, ma io non ho mai parlato di mercato. Leggo anch’io sui giornali del mio futuro. Ma io voglio pensare soltanto a giocare, sono al 100 per cento del Napoli e mi dà fastidio essere accostato, ogni giorno, a questo o a quel club europeo. Vedremo cosa deciderà il presidente, se mi proporrà il prolungamento del contratto, cosa che, dunque, mi permetterebbe di concludere qui la carriera. Al momento, ho ancora tre anni di contratto: sono tanti, e non sto pensando a null’altro se non al Napoli. Napoli a vita? Non direi di no. Ma non vorrei illudere nessuno. Si sa come vanno le cose nel calcio. Magari dici che resti a vita e poi vieni ceduto. Allora dico ai tifosi che io darò il 200-300 per cento fino a quando vestirò questa maglietta. Con la gente di Napoli ho un rapporto speciale, un sentimento puro. La quarantena mi ha fatto molto bene, ho lavorato a casa, mi sono attrezzato una palestra nel garage per ritrovare la forma fisica: ci sto arrivando. So che quest’anno non sono stato al massimo, anche se in Champions ho fatto bene. Questa non sarà la mia peggiore stagione. Ho pagato la partecipazione alla Coppa d’Africa, mi sono portato dietro la fatica, il fisico non mi seguiva, reagiva poco. Dispiaciuto per l'addio di Ancelotti? Certo, ma l’arrivo di Gattuso ha portato una ventata di ottimismo, ha dato fiducia a tutti noi. Mi è dispiaciuto essermi fatto male proprio nel giorno del suo esordio in panchina. Con il nuovo allenatore, prima del lockdown, sono riuscito a giocare pochi minuti col Parma e la gara contro il Lecce, dove mi sono nuovamente infortunato. Si, ho dato poco, ma ora conto di recuperare il tempo perduto. Il lavoro fatto all’interno dello spogliatoio e quello sul campo, quotidianamente, lo si vede dai risultati che stiamo ottenendo, Coppa Italia compresa. Rammarico per la classifica? Sì, tanto. La seconda parte di campionato sta evidenziando un grande Napoli. Proprio quando giocammo l’andata contro la Roma iniziò il nostro declino. E quel periodo nero ci ha staccati di 15 punti dalla Roma, gli stessi che abbiamo recuperato col nuovo corso e che ci permettono di stare al quinto posto a pari punti proprio con i giallorossi. Ammutinamento? Non dobbiamo pensare al passato, sono cose successe e non possiamo cambiarle. Abbiamo chiarito tutto, ed è inutile vivere di rimorsi, dobbiamo guardare al futuro e credere nel lavoro che stiamo facendo. Dobbiamo preparare bene la Champions. Saranno partite secche e sicuramente non dal pronostico scontato. In campionato, poi, dobbiamo affrontare ancora Milan, Inter, Lazio, le motivazioni ci sono".

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