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IL FLASH - Rosa Petrazzuolo: "Napoli, onora la maglia e rispetta i tifosi!"
11.11.2019 23:20 di Napoli Magazine

NAPOLI – E’ stata una settimana difficile, pesante da metabolizzare, per tutti. Soprattutto per i tifosi del Napoli, increduli di fronte a quanto accaduto. Riavvolgiamo il nastro di una storia amara da raccontare: dopo il pareggio col Salisburgo, arbitrariamente gli azzurri hanno deciso di interrompere il ritiro disposto per una settimana dalla società e così mister Ancelotti ed il suo staff sono stati gli unici a salire sul pullman per fare ritorno a Castel Volturno. L’indomani la squadra si è regolarmente presentata nel centro sportivo per l’allenamento, ma ha perseverato nella decisione di non proseguire il ritiro. In giornata il Napoli in un chiaro comunicato si è riservato di agire a tutela dei suoi diritti di fronte ad un simile comportamento dei giocatori ed ha affidato ad Ancelotti la responsabilità decisionale in ordine alla effettuazione di giornate di ritiro della squadra. Il mister prima del match col Salisburgo, aveva espressamente dichiarato in conferenza stampa di non condividere la decisione della società di far restare in ritiro la squadra ma di accettarla. Intanto è stato confermato per il giovedì al San Paolo il programmato allenamento degli azzurri a porte aperte, riservato agli abbonati. Inevitabile la contestazione da parte dei tifosi verso la squadra la cui scelta di interrompere il ritiro è stata vista come una mancanza di rispetto. In un clima teso, venerdì alla vigilia del match casalingo contro il Genoa, gli azzurri sono rimasti in ritiro a Castel Volturno. Poi è arrivato il giorno della partita. Il pullman del Napoli è giunto al San Paolo tra i fischi dei tifosi. In Curva A è stato esposto lo striscione “Rispetto!”, un messaggio essenziale, chiaro, diretto. La squadra si è radunata in cerchio prima del fischio di inizio del match ed i calciatori si sono abbracciati, in segno di unione e compattezza. Il Napoli dopo le ultime partite è scivolato in classifica e contro il Genoa ci si aspettava una reazione forte sul campo, fatta di concretezza, forza, predominio sull’avversario. Tutto questo non è accaduto, la squadra è stata molle in campo, ha creato poche occasioni, raramente si è resa pericolosa nell’area avversaria. Inevitabile la pioggia di fischi al termine di un match finito con uno scialbo pareggio a reti inviolate. Non c’è stata la reazione che ci si aspettava da una squadra che, se vuole, sa battere il Liverpool; se vuole, dimostra di saper tener testa ad ogni avversario; se vuole, sciorina in campo qualità e giocate di raffinata classe. Dunque, quali sono le ragioni profonde di questo smarrimento? E’ sul campo che bisogna farsi valere, dimostrare maturità, spirito di squadra e, soprattutto, attaccamento alla maglia e gratitudine per una tifoseria che, da sempre, tratta i giocatori del Napoli come divinità dell’Olimpo in una città accogliente che come una madre, abbraccia e protegge i suoi figli. La sosta di campionato per gli impegni con le nazionali offrirà l’occasione di stemperare le tensioni e di riprendere il cammino. Prima però, bisognerà voltare pagina, guardarsi negli occhi con la consapevolezza che c’è ancora tanto da dare, che è troppo presto per gettare alle ortiche tutti gli obiettivi di un’intera stagione, che non bisogna disperare, perché uniti ci si può rialzare, scrollare di dosso la polvere dell’inciampo, trovare una soluzione. Bisogna volerlo, per se stessi e soprattutto per una tifoseria intera che non fa mai mancare il suo sostegno a chi dimostra dedizione e rispetto per la maglia.

 

 

Rosa Petrazzuolo

 

Napoli Magazine

 

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